Prove per un requiem

Finalista Premio Letterario Residenze Gregoriane 2018
TERZO POSTO Premio Melagrana 2019
PREMIO SPECIALE TALENTO E FANTASIA del Premio Amarganta 2019
VINCITORE SANTUCCE STORM FESTIVAL VI EDIZIONE 2020

DEFINITIVO PROVE PER UN REQUIEM

“Davide Bottiglieri, futuro ingegnere biomedico e giovane promessa della letteratura italiana”
(La Voce di New York – magazine statunitense)

“Davide Bottiglieri, classe ‘92, è un giovane giallista salernitano che si è fatto notare con il suo romanzo d’esordio Omicidi in si minore, fortunato noir presentato in tutta Italia e fresco della seconda ristampa. Il suo secondo genito, Prove per un requiem, sembra seguire la scia del primo libro”
(America Oggi – periodico statunitense)

“Ancora una volta la scrittura è ricca ed elegante, con numerosi colpi di scena e tanta suspense. Ancora una volta Bottiglieri ci regala un romanzo speciale con descrizioni uniche e coinvolgenti. Il ritmo è vivace non ci sono cali di tensione ed il libro rimane emozionante fino al termine. “
(Gialloecucina – sito specialistico)

“Davide Bottiglieri è un giovane scrittore da tenere d’occhio per il prossimo futuro”
(Le Cronache – testata giornalistica)

QUARTA DI COPERTINA

Quando l’ispettore Ljudevit Alecsandri si lancia nell’ennesimo inseguimento del suo nemico, ha due certezze: che il demone di Cluj non arresterà la sua sete di sangue e che la sua amata Helena ormai non c’è più. Accompagnato dal fedele dottor Mesmer intraprende un viaggio alla volta di Vienna, scenario tanto bello quanto crudele, nuova testimone di efferati delitti. Nella capitale si è pronti a giocare una partita le cui pedine sono tutte nuove e aspettano, ignare, che sia la mano dell’ispettore, sempre più in lotta con le sue ombre, o del demone a fare la prima, eclatante mossa. E a continuare il proprio gioco fino all’ultimo duello.


Sequel di Omicidi in si minore e il cui titolo, Prove per un requiem, fa chiaro riferimento al Requiem di Mozart che il compositore di Salisburgo iniziò a comporre (ma non concluse) in punto di morte. Il thriller si struttura in quattro parti – Requiem Aeternam, Kyrie, Dies Irae, Lacrimosa – (le stesse che Mozart riuscì a scrivere prima di morire) di cui assume “ritmi” e significati.
Un nuovo Ljudevit Alecsandri è pronto a giocare una nuova partita a scacchi con il suo avversario e, questa volta, lo scenario del terribile scontro è Vienna. L’elegante capitale dell’Impero si dimostra ricca di insidie e culla di inquietanti figure che non esiteranno a frapporsi tra il protagonista e la sua nemesi. Ad assistere il giovane ispettore c’è il fedele dottor Mesmer che sfrutta al meglio le sue conoscenze per aggiungere frecce alla faretra del suo compagno, ma anche dall’altra parte della trincea si infoltiscono le schiere e il duello si fa avvincente. Proprio come una partita a scacchi, non si ci sono esclusioni di colpi e per arrivare al re, ambo i giocatori sacrificano piano piano tutti i pezzi, dai pedoni alle regine, fino al definitivo scacco matto.

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